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  • Dante Pallotta

SEMINARIO PROFESSIONALE A POPOLI (PE)

Aggiornamento: 18 feb 2020

La Fondazione Architetti Chieti Pescara, che per conto degli Ordini Degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Pianificatori di Chieti e Pescara, con il patrocinio del Comune di Popoli, in collaborazione con la Sezione INU Abruzzo e Molise, terrà, presso il Teatro Comunale della cittadina abruzzese, il prossimo venerdì 7 febbraio, dalle ore 15:00 alle ore 19:00, un seminario deontologico dal titolo : "Sinergie di comunità per la prevenzione delle emergenze ambientali"


La diffusione e circolazione di conoscenze condivise, con il contributo degli organi di informazione (giornalismo d’inchiesta o di approfondimento) può accrescere la consapevolezza delle popolazioni in ordine all’esposizione ai rischi e la loro stessa capacità di coesione e di reazione, elevando il livello di sicurezza percepita (fiducia nelle istituzioni) e la capacità reale di risposta in caso di calamità naturali.  Il ruolo delle professioni tecniche, e perciò di un approccio multi disciplinare, è fondamentale. Per questo si alterneranno sul palco diverse competenze: geologi, ingegneri, un meterologo di fama. Saranno presentate anche alcune buone prassi rinvenibili sul territorio regionale, quanto a organizzazione dei sistemi locali di Protezione Civile, come quella del Comune di Avezzano. Le conclusioni saranno affidate al Preside del Dipartimento di Architettura di Pescara dell’Ud’A ed al Consigliere Nazionale dell’OAPPC, Arch. Walter Baricchi, delegato alla cura di Cooperazione, Solidarietà e Protezione Civile per l’Organismo di rappresentanza Nazionale degli Architetti.

“In futuro, i tecnici (professionisti) – sostiene l’arch. Cilli, Consigliere della Fondazione e promotore del Seminario – non dovranno più essere considerati quali semplici risolutori di problemi nei programmi di ricostruzione successivi ai disastri, ma andranno ascoltati anche in quelle attività decisionali preliminari nelle quali si delineano gli strumenti e le risorse funzionali a mitigare e gestire i rischi. Agli architetti, però,- afferma ancora l’esponente della Fondazione e Segretario Regionale INU- quali figure capaci di immaginare e plasmare lo spazio, a varie scale, è richiesto, nell’espletamento di ogni atto di progettazione, di rivalutare dimensione etica e consapevolezza deontologica a volte smarrita. Che si tratti dell’edilizia o dell’urbanistica, o altro, una nuova centralità dei tecnici deve riaffermarsi proprio attraverso la piena conoscenza del territorio, inteso nella sua plurale accezione e mutevole complessità, tenendo conto delle sue fragilità, dei rischi cui è sempre più esposto, per effetto di fenomeni metereologici di violenza non sempre prevedibile, che rendono tangibili i cambiamenti climatici globali  in atto”.


Fonte : Il germe



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